{"id":210509,"date":"2020-04-17T15:15:49","date_gmt":"2020-04-17T13:15:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.growens.io\/?p=210509"},"modified":"2022-02-04T14:54:25","modified_gmt":"2022-02-04T13:54:25","slug":"origini-growens","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.growens.io\/it\/origini-growens\/","title":{"rendered":"Alle origini di Growens: intervista al CEO Nazzareno Gorni"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-weight: 400;\">Era il 2002 quando una piccola agenzia digitale fu fondata nella citt\u00e0 di Cremona &#8211; la culla del violino. Diversi anni dopo, quella piccola agenzia sarebbe diventata Growens. <strong>Ma come \u00e8 avvenuta esattamente questa evoluzione?<\/strong> Come hanno fatto cinque giovani imprenditori a costruire quello che oggi \u00e8 un gruppo composto da cinque aziende attive in tutto il mondo, con tassi di crescita medi a doppia cifra?<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Oggi approfondiamo <strong>la storia e l&#8217;evoluzione di Growens insieme a Nazzareno Gorni<\/strong>, uno dei co-fondatori e oggi CEO del Gruppo. Insieme agli altri co-founder, Nazzareno \u00e8 colui che ha avuto l\u2019intuizione iniziale di quale prodotto sviluppare e che, nel 2014, ha guidato la quotazione che ha portato alle successive acquisizioni.<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-210488 size-full\" src=\"https:\/\/www.growens.io\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/nazz.png\" alt=\"Nazzareno Gorni - MailUp Group\" width=\"1600\" height=\"790\" srcset=\"https:\/\/www.growens.io\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/nazz.png 1600w, https:\/\/www.growens.io\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/nazz-300x148.png 300w, https:\/\/www.growens.io\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/nazz-768x379.png 768w, https:\/\/www.growens.io\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/nazz-1024x506.png 1024w, https:\/\/www.growens.io\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/nazz-70x35.png 70w\" sizes=\"auto, (max-width: 1600px) 100vw, 1600px\" \/><\/p>\n<p><i><span style=\"font-weight: 400;\">Nazzareno Gorni, a sinistra, a un evento investors<\/span><\/i><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">\u00c8 importante sottolineare come tutti e cinque i co-fondatori &#8211; Matteo Monfredini, Luca Azzali, Matteo Bettoni, Alberto Miscia e, naturalmente, Nazzareno Gorni &#8211; <strong>siano a tutt\u2019oggi tra i top manager della Societ\u00e0 <\/strong>e\u00a0<a href=\"https:\/\/www.growens.io\/it\/azionisti\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">tra i suoi principali azionisti<\/a>. Diciotto anni di impegno ininterrotto costituiscono una pietra angolare nell\u2019identit\u00e0 del Gruppo, poich\u00e9 il vertice aziendale \u00e8 profondamente investito nel suo successo e nella sua crescita.<\/span><\/p>\n<h3>Partiamo dalle tue radici: quando hai realizzato che il tuo futuro era legato alla tecnologia?<\/h3>\n<p>\u00c8 una cosa che ho capito molto presto. Avevo appena nove anni quando <strong>mio padre port\u00f2 a casa uno dei primissimi computer Commodore<\/strong>, consentendomi di \u201csmanettarci\u201d. Successivamente, dopo la laurea in Ingegneria Gestionale, iniziai il mio primo stage presso Markab snc come consulente, webmaster, tecnico IT, ricercatore di mercato, relatore, trainer, giornalista, analista&#8230; ed email marketer. Era l\u2019alba dell\u2019era delle newsletter: per crearne e inviarne una servivano in media otto ore.<\/p>\n<p>Dopo cinque anni in Markab, rientrai in contatto con un mio compagno di liceo, Luca Azzali: insieme ad altri tre soci e amici <strong>decidemmo di aprire un\u2019agenzia digitale<\/strong>, investendo un capitale complessivo di \u20ac 15.000.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-210490 size-full\" src=\"https:\/\/www.growens.io\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/porta.jpg\" alt=\"MailUp Cremona\" width=\"1600\" height=\"1200\" srcset=\"https:\/\/www.growens.io\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/porta.jpg 1600w, https:\/\/www.growens.io\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/porta-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.growens.io\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/porta-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.growens.io\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/porta-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.growens.io\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/porta-70x53.jpg 70w\" sizes=\"auto, (max-width: 1600px) 100vw, 1600px\" \/><\/p>\n<p><i><span style=\"font-weight: 400;\">L&#8217;ingresso della prima sede di Cremona<\/span><\/i><\/p>\n<h3>Durante la lunga evoluzione da agenzia locale a gruppo globale, qual \u00e8 stata la prima svolta importante?<\/h3>\n<p>Nei primi anni, come avviene in molte realt\u00e0 che partono da zero, passavamo la maggior parte del tempo a <strong>convincere i potenziali clienti a rinnovare il sito web<\/strong> e a spiegare perch\u00e9 una campagna AdWords fosse essenziale. Interessante, gratificante, ma troppo spesso ripetitivo.<\/p>\n<p>Tra un progetto e l\u2019altro, l\u2019agenzia inizi\u00f2 a<strong> sviluppare del software cloud proprietario<\/strong> (in seguito chiamato SaaS), che includeva un sistema di trasferimento di file pesanti, un community CMS (per consentire ai clienti di costruire il proprio \u201cFacebook\u201d), un CMS, una piattaforma di e-commerce e, soprattutto, uno strumento per newsletter chiamato <em>N:Newsletter<\/em>. Tutto estremamente interessante, ma in ultima analisi insostenibile: avevamo troppi prodotti e troppo poco budget per lo sviluppo, la manutenzione e il marketing.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 nel 2004 decidemmo di <strong>focalizzare tutti gli sforzi sul servizio pi\u00f9 promettente e pi\u00f9 facile da vendere<\/strong>. <em>N:Newsletter<\/em> divent\u00f2 <em>MailUp<\/em> e creammo il suo primo sito dedicato. Alcune campagne AdWords ci portarono i primi clienti e questo ci permise di continuare a investire e crescere.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-210492 size-full\" src=\"https:\/\/www.growens.io\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/mailup.png\" alt=\"Early MailUp platform\" width=\"866\" height=\"651\" srcset=\"https:\/\/www.growens.io\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/mailup.png 866w, https:\/\/www.growens.io\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/mailup-300x226.png 300w, https:\/\/www.growens.io\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/mailup-768x577.png 768w, https:\/\/www.growens.io\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/mailup-70x53.png 70w\" sizes=\"auto, (max-width: 866px) 100vw, 866px\" \/><\/p>\n<p><em>L\u2019aspetto iniziale della piattaforma MailUp<\/em><\/p>\n<h3>Come avete sostenuto la crescita?<\/h3>\n<p>Gi\u00e0 nel 2008 MailUp era diventato il software per newsletter n.1 in Italia per numero di utenti &#8211; nonostante (o forse grazie a) <strong>un approccio al business strettamente etico<\/strong> che non rendeva certo pi\u00f9 facile essere competitivi sul mercato. Non \u00e8 mai stata nostra abitudine ampliare i margini affidando il lavoro stagisti o freelance sottopagati: abbiamo sempre investito in personale qualificato da assumere a tempo pieno.<\/p>\n<p><strong>Non abbiamo mai permesso ai nostri clienti di fare spam<\/strong>, anche quando ci\u00f2 significava allontanare clienti alto-spendenti e rimetterci fatturato, e non abbiamo mai venduto dati personali (molto prima che si parlasse di GDPR).<\/p>\n<p>Nel 2009 arriv\u00f2 il momento di passare da societ\u00e0 di servizi a societ\u00e0 di prodotto. Le vecchie linee di business furono abbandonate e <strong>tutti gli sforzi si concentrarono sul business MailUp<\/strong>, raggiungendo cos\u00ec ricavi per \u20ac6,4 milioni nel 2013.<\/p>\n<h3>E fu il momento dell&#8217;internazionalizzazione.<\/h3>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">S\u00ec. La crescita e l&#8217;ambizione ci portarono a iniziare a espanderci a livello internazionale, dove ci trovammo a competere con player affermati e molto pi\u00f9 grandi di noi. Ci rendemmo presto conto che avevamo bisogno di aiuto. Dopo aver valutato il percorso VC, <strong>nel 2014 ci quotammo sul mercato AIM Italia<\/strong>, raccogliendo \u20ac3 milioni prima e \u20ac6 milioni dopo, nel 2017.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">La nuova liquidit\u00e0 contribu\u00ec ad <strong>accelerare le attivit\u00e0 e la presenza internazionale<\/strong>, grazie alla crescita organica costante e a 5 acquisizioni in tutta Europa.<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-210494 size-full\" src=\"https:\/\/www.growens.io\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/ipo.png\" alt=\"MailUp IPO\" width=\"1600\" height=\"834\" srcset=\"https:\/\/www.growens.io\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/ipo.png 1600w, https:\/\/www.growens.io\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/ipo-300x156.png 300w, https:\/\/www.growens.io\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/ipo-768x400.png 768w, https:\/\/www.growens.io\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/ipo-1024x534.png 1024w, https:\/\/www.growens.io\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/ipo-70x36.png 70w\" sizes=\"auto, (max-width: 1600px) 100vw, 1600px\" \/><\/p>\n<p><i><span style=\"font-weight: 400;\">Nazzareno suona la campana, come da tradizione, in occasione del primo giorno di quotazione sulla Borsa di Milano<\/span><\/i><\/p>\n<h3>Avete incontrato delle difficolt\u00e0 lungo la strada?<\/h3>\n<p>Certo. Come in qualunque storia imprenditoriale, abbiamo avuto <strong>la nostra buona dose di fallimenti e disavventure<\/strong>. Entrambi i tentativi di espansione negli Stati Uniti, nel 2006 e nel 2011, non ebbero esito positivo. Ci fidammo delle persone sbagliate e pagammo questo errore trovandoci, per ben due volte, punto e a capo.<\/p>\n<p>L&#8217;importante, anche in caso di fallimento, \u00e8 <strong>imparare dagli errori e far tesoro dei lati positivi<\/strong>: nelle nostre avventure americane incontrammo Massimo Arrigoni, che da allora \u00e8 diventato parte integrante del top management ed \u00e8 oggi CEO della business unit BEE.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-210496 size-full\" src=\"https:\/\/www.growens.io\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/arrigoni.png\" alt=\"Nazzareno Gorni - Massimo Arrigoni\" width=\"1600\" height=\"1161\" srcset=\"https:\/\/www.growens.io\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/arrigoni.png 1600w, https:\/\/www.growens.io\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/arrigoni-300x218.png 300w, https:\/\/www.growens.io\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/arrigoni-768x557.png 768w, https:\/\/www.growens.io\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/arrigoni-1024x743.png 1024w, https:\/\/www.growens.io\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/arrigoni-70x51.png 70w\" sizes=\"auto, (max-width: 1600px) 100vw, 1600px\" \/><\/p>\n<p><em>Massimo Arrigoni (a sinistra) e Nazzareno Gorni (a destra) nel 2008<\/em><\/p>\n<p>Anche dal punto di vista del prodotto l&#8217;evoluzione \u00e8 stata <strong>costellata di esperimenti e tentativi non riusciti<\/strong>. La tecnologia si muove rapidamente, quindi ci\u00f2 che sembra promettente oggi potrebbe essere obsoleto domani.<\/p>\n<p>Nel corso degli anni abbiamo investito nella ricerca e nello sviluppo di <strong>tecnologie per fax, voce, social media, lettere stampate<\/strong> e altro ancora. Nessuno di questi esperimenti alla fine ha funzionato, ma non lo avremmo mai saputo se non li avessimo provati tutti. La nostra visione \u00e8 sempre stata abbastanza ampia da superare le criticit\u00e0 e <strong>ritentare un\u2019altra via<\/strong>.<\/p>\n<h3>Qual \u00e8 stato un esempio di prodotto sviluppato e poi abbandonato?<\/h3>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">L&#8217;Ad Network Edition (ADNE), per esempio, era una piattaforma MailUp interamente ridisegnata, con un dataset completamente nuovo. Avrebbe consentito di superare alcune tra le principali limitazioni di MailUp, come ad esempio il numero di campi destinatario, e avrebbe avuto\u00a0<b>nuove<\/b>\u00a0<b>funzioni specifiche per Editori e Concessionari di pubblicit\u00e0<\/b>.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Un prospect importante ci aveva chiesto queste modifiche e aveva determinato tutto il product design, e avevamo riscosso l&#8217;interesse di altri potenziali clienti grossi. <b>Investimmo migliaia di ore di sviluppo<\/b>, eppure il risultato finale semplicemente non funzionava. C&#8217;erano delle limitazioni fondamentali nell&#8217;architettura del software, che non avrebbe mantenuto le promesse. In pi\u00f9, era pieno di bug.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Nel frattempo, il Software Architect aveva lasciato l&#8217;azienda (appena prima che tutti ci rendessimo conto del pasticcio) e noi avevamo capito che la pubblicit\u00e0 era un tipo di contenuto estremamente\u00a0difficile da veicolare via email, con grosse ripercussioni negative su tutti gli altri clienti MailUp. Fu cos\u00ec che <b>il progetto ADNE fu cancellato ancor prima di vedere la luce<\/b>.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Il mio cruccio \u00e8 di non aver insistito perch\u00e9 questo progetto diventasse la nuova MailUp 2.0 oppure uno strumento esterno da collegare alla piattaforma esistente, piuttosto che uno strumento diverso per esigenze diverse. Non appena condivisi i requisiti tecnici, gli sviluppatori premettero per creare un prodotto nuovo da zero. <b>Sapevo che non era la decisione giusta<\/b>, ma al tempo mi adeguai.<\/span><\/p>\n<h3><b>Che cos&#8217;\u00e8 Growens oggi?<\/b><\/h3>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Oggi, MailUp Group \u00e8 <strong>la somma di <a href=\"https:\/\/www.growens.io\/it\/business-units\/\">5 business unit<\/a><\/strong> che servono diversi mercati attraverso una suite completa di tecnologie e soluzioni: piattaforme di messaggistica\u00a0email, SMS, email design e marketing predittivo omnicanale.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\"><strong>Le ultime aggiunte al Gruppo<\/strong>\u00a0includono <a href=\"https:\/\/beefree.io\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">BEE<\/a>, la startup di grande successo che abbiamo fondato a San Francisco e che rapidamente \u00e8 diventata il riferimento mondiale per l\u2019email design, e <a href=\"https:\/\/www.datatrics.com\/it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Datatrics<\/a>, la startup olandese che fornisce una customer data platform basata sull&#8217;intelligenza artificiale e che orchestra automaticamente i canali di comunicazione per aumentare i tassi di conversione.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Nel frattempo, <strong>i prezzi delle azioni sono cresciuti da \u20ac 1,92 (prezzo IPO) a oltre \u20ac 4,00<\/strong>. Tutti i maggiori investitori istituzionali italiani sono a bordo, insieme ad alcuni fondi internazionali, grazie a una comunicazione trasparente, una crescita costante e buoni risultati finanziari.<\/span><\/p>\n<h3><b>Come sar\u00e0 il futuro di Growens?<\/b><\/h3>\n<p><strong>Crescita, innovazione e internazionalizzazione<\/strong> sono i nostri pilastri, guidati dai nostri valori fondamentali: caring, trust, open-mindedness e passione. Vogliamo continuare a fare la differenza nel modo in cui le aziende comunicano con il loro pubblico, fornendo tecnologia eccezionale con un approccio etico, sostenibile e customer-centrico.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Intervista di Maria Giulia Ganassini,<\/em><br \/>\n<em>Corporate Communications Lead, Growens<\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-210338 size-thumbnail\" src=\"https:\/\/www.growens.io\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/mg-ganassini-tonda-150x150.png\" alt=\"Maria Giulia Ganassini, Corporate Communications Lead, MailUp Group\" width=\"150\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/www.growens.io\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/mg-ganassini-tonda-150x150.png 150w, https:\/\/www.growens.io\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/mg-ganassini-tonda-60x60.png 60w, https:\/\/www.growens.io\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/mg-ganassini-tonda-70x70.png 70w, https:\/\/www.growens.io\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/mg-ganassini-tonda.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come hanno fatto 5 giovani imprenditori a costruire un gruppo composto da cinque aziende attive in tutto il mondo, con tassi di crescita a doppia cifra?<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"inline_featured_image":false,"footnotes":""},"categories":[2],"tags":[75,78],"class_list":["post-210509","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-non-categorizzato","tag-culture-it","tag-growth-it"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.growens.io\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/210509","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.growens.io\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.growens.io\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.growens.io\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.growens.io\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=210509"}],"version-history":[{"count":15,"href":"https:\/\/www.growens.io\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/210509\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":215042,"href":"https:\/\/www.growens.io\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/210509\/revisions\/215042"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.growens.io\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=210509"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.growens.io\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=210509"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.growens.io\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=210509"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}